LA ROTTA DEL NURAGHE
ITINERARIO
Partenza: piazza Einaudi (fronte Museo)
Durata: ½ giornata
Percorso: Budoni – Solità
Interesse: storico-archeologico

Partendo dal Museo dello stazzo procedere in direzione sud sino al bivio per Limpiddu.
Al bivio svoltare a destra, oltrepassare il paesino di Limpiddu e arrivare, dopo circa 5 minuti al paese di Solità e parcheggiare nella
piccola piazza.
La domus de janas denominata l’Agliola è situata non lontano all’inizio del centro abitato di Solità, quasi a ridosso delle abitazioni.
Si tratta di una sepoltura di età neolitica scavata su un costone di roccia scistosa vicino a un corso d’acqua.

La sepoltura è costituita da un’unica cella a pianta subcircolare.
Si notano tracce del portello d’ingresso.
A destra entrando è presente una piccola nicchia/ripostiglio.
Manca qualsiasi riscontro cronologico sia per la mancanza di reperti sia perché la struttura è stata utilizzata più volte, anche in tempi recenti
ed è stata completamente sconvolta, manca infatti del pavimento.
Dopo la visita alla domus, si può visitare uno dei nuraghi presenti nel territorio. Costruito in posizione elevata sfruttando in parte uno
spuntone di roccia, il nuraghe Conca ‘e bentu (porta del vento) domina tutta la costa di Budoni, da Ottiolu sino a Tanaunella.
Si tratta di una torre di avvistamento in cui risiedeva la guarnigione per un periodo più o meno lungo che non possiamo quantificare, ma che possiamo presumere dai

materiali rinvenuti. L’ingresso al monumento è architravato ed è preceduto da una costruzione semicircolare ingombra di pietre di crollo.
Superato il breve corridoio architravato, a destra si ha una nicchia/ripostiglio, mentre a sinistra era presente il vano scala che portava
al piano superiore, ora crollato ma ben identificabile.

Nella cella sono presenti due nicchie coperte a ogiva. La copertura a falsa volta (tholos) è crollata, rimane l’inizio dell’aggetto.
Da sottolineare che, forse, il villaggio pertinente al nuraghe si trovava più a valle, in quella che è oggi la frazione di Solità. Qui qualche
anno fa sono state individuate delle capanne nuragiche che mostravano segni di riutilizzo in età romana.